Il vaso Back si racconta:

le decorazioni di Nicolò Giuliano Ceramiche

Ne parliamo con Giuseppe Giuffrida, l’ideatore di MUSCÀ, The Museum of Sicilian Cart, il quale ha l’intento di promuovere il carretto siciliano a livello regionale e internazionale

Ci addentriamo nella comprensione del vaso Back, disegnato da Andrea Capellino e decorato da Nicolò Giuliano Ceramiche di Monreale (Palermo) secondo lo stile della rinomata tradizione delle ceramiche di Caltagirone. In esso è possibile ammirare le decorazioni richiamanti l’Opera dei Pupi, straordinario esempio del folclore siciliano e iscritta nel 2008 nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità. Ne parliamo con Giuseppe Giuffrida, l’ideatore di MUSCÀ, The Museum of Sicilian Cart, il quale ha l’intento di promuovere il carretto siciliano a livello regionale e internazionale:

“Sono un appassionato della tradizione etno-antropologica siciliana e, in maniera particolare, ho approfondito le mie ricerche sul carretto siciliano. La nascita del Pupo viene comunemente identificata a Palermo nell’800, grazie ad un maestro di marionette che lì vi si trasferì da Napoli. A Palermo le marionette passarono dalla pezza ad essere armate, a possedere l’armatura e, invece di essere mosse con i fili si passò ai ferri di manovra, legati alla testa e al braccio che porta l’arma. Così nacque il Pupo siciliano. Inizialmente, queste rappresentavano storie della vita dei santi, quali San Giorgio cavaliere che uccide il drago, quella di Santa Genoveffa o di Santa Rosalia. Il tema principale, poi, divenne quello dell’Orlando Furioso, poema epico-cavalleresco di Ludovico Ariosto, rivisitato, scritto in prosa e pubblicato nel 1855 da Giusto Lodico. Anch’egli palermitano, Lodico rielaborò l’Orlando Furioso e lo pubblicò in 42 dispense illustrate, chiamate “Storia dei Paladini di Francia”. Da queste, i pupari trassero ispirazione per il repertorio epico-cavalleresco dell’Opera dei Pupi, lo spettacolo di maggior successo e maggiormente rappresentato,