I maestri del mosaico

AF Mosaici

Tecniche antiche che si adattano ad ogni superficie. Strumenti arcaici per lavori contemporanei. Ne parliamo con Anna Franceschi di AF Mosaici a Orvieto, Umbria

di Fabrizio Aimar

Da sempre ho avuto una predisposizione per i lavori artigianali. Dopo gli studi umanistici e 4 anni di apprendistato, aprii nel 1997 la mia ditta, partendo da zero.

Passai i primi anni ad acquisire la tecnica. È importante conoscere i marmi, tagliare le tessere con il tagliolo e la martellina (strumenti in uso fin dai tempi antichi), comporre un mosaico, gli andamenti, accostarne le tessere. Dunque, progetto un mosaico partendo dal disegno fino alla posa in opera, sia essa una parete o un pavimento, un tavolo o una vasca. Esistono diverse tecniche di lavorazione e ogni lavoro ha la sua soluzione.

I primi anni ho fatto molte riproduzioni dall’antico avendo come riferimento la scuola del mosaico romano e diversi generi di disegno decorativo. Poi ho cominciato a sperimentare il mio modo, andamenti diversi, formati di tessere misti, fino a realizzare tende in mosaico, ossia pareti in marmo su tessuti a strisce tali da poterci passare attraverso. Un altro tentativo che sto conducendo è lavorare il mosaico direttamente su supporto magnetico, superando il concetto di mosaico fisso.
Per me, essere un’artigiana oggi significa plasmare la materia, conoscerla e amarla. Significa creare ogni volta un lavoro unico e irripetibile. Significa capire i gusti e le necessità del committente, interpretarli e soddisfarli mettendo la mia arte, il mio gusto, la mia sensibilità al servizio del bello.

Nel mio campo, investire in ricerca significa impegnare il proprio tempo nell’indagine di un nuovo linguaggio. Come dicevo all’inizio, i nostri strumenti sono ancora quelli antichi. Partiamo da materiale pretagliato da macchine, ma quella è una fase che appartiene ai marmisti. Anche le malte sono cambiate, ma in quel caso mi avvalgo di ricerche fatte da altri.

Il bello del mio mestiere è che ogni volta è diverso; mi confronto con problematiche differenti e ho bisogno di fermarmi a pensare e progettare bene tutto il lavoro, dalla A alla Z, risolvendo situazioni che potrebbero risultare disarmoniche.

Osservando l’andamento del mercato, ho notato come si cerchi sempre più di standardizzare la produzione e indirizzare il gusto verso prodotti di taglio industriale. E’ sempre più difficile far capire al cliente il valore di un manufatto pensato e creato per essere unico. Chi si rivolge a me sa che la mia attenzione è totale: è come affidarsi ad un sarto che prende le misure e analizza le curve per cucire un vestito fatto solo per te e nessun altro. I miei standard qualitativi si basano sulla manualità e sull’unicità del prodotto.

La sfida lavorativa che mi ha appassionata di più fu rappresentata da una vecchia vasca idromassaggio da esterno, in resina, molto rovinata. Il desiderio del cliente non era quella di cambiarla, ma di rivestire in mosaico una superficie con tante curve, scalini e pannelli ispezionabili. Il supporto non permetteva una lavorazione tradizionale. Abbiamo dovuto lavorare sul posto, con resine epossidiche. Alla fine, la vasca è stata levigata con mezzi manuali, ammorbidendo il lato spaccato delle tessere e seguendo tutte le curve e i gradini. Il risultato è bellissimo, sembra una lastra di marmo nero scavata e scolpita.

2019-01-28T12:45:03+00:00